26-03-2021
LA PRONUNCIA GIUDIZIALE DI ADDEBITO NELLA SEPARAZIONE
(in Particolare, FEDELTA` e COABITAZIONE)
Codice Civile. Libro Primo (delle Persone e della Famiglia). Titolo VI (del Matrimonio). Capo IV (dei Diritti e dei Doveri che nascono dal Matrimonio).

Da qui dobbiamo partire per capire bene quale sia il fondamento della pronuncia giudiziale di addebito nella separazione, e pi¨ precisamente dal primo articolo del Capo IV, l`articolo 143.

In questo articolo del Codice Civile, che intanto stabilisce il principio dei diritti e doveri reciproci dei coniugi, vengono indicati infatti gli obblighi reciproci che dal matrimonio derivano.

Elenchiamoli, nello stesso ordine: 1) obbligo alla fedeltÓ; 2) obbligo all`assistenza morale e materiale; 3) obbligo alla collaborazione nell`interesse della famiglia; 4) obbligo alla coabitazione; 5) obbligo a contribuire ai bisogni della famiglia.

Intanto, occorre rilevare come questi obblighi siano inderogabili, in quanto posti a presidio, tutela e garanzia dell`unitÓ familiare, in applicazione del principio costituzionale fissato con l`articolo 29, 2comma, Cost.

Inoltre, occorre anche evidenziare come tutti questi obblighi siano reciproci, traducendo cosý il principio costituzionale della eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, indicato anch`esso nel predetto articolo 29, a sua volta inscritto nel superiore principio di eguaglianza formale e sostanziale (art. 3 Cost.), cardine della Nostra Carta.

Prima di concludere questa prima parte riguardante la contestualizzazione delle norme che sovraintendono alla pronuncia giudiziale di addebito nella separazione, Ŕ necessario rilevare come ci˛ che adesso sembra normale (il principio di reciprocitÓ tra coniugi, articolazione del superiore principio costituzionale di eguaglianza) o addirittura scontato, tale non fosse sino al 1975, anno in cui fu introdotta la riforma del diritto di famiglia; fino ad allora, i principi costituzionali non erano stati applicati e continuava ad essere affermato il principio della potestÓ maritale, stabilito in origine dal legislatore del 1942!

Quali sono allora i presupposti della pronuncia giudiziale di addebito nella separazione?

Intanto, l`accertamento della violazione oggettiva di almeno uno di quegli obblighi indicati dall`art. 143 C.C.<

Il primo fatto da provare processualmente sarÓ pertanto il comportamento inadempiente di uno dei coniugi (o, anche, di entrambi) ad almeno uno degli obblighi indicato dall`art. 143 c.c.: 1) alla fedeltÓ; 2) all`assistenza morale e materiale; 3) alla collaborazione nell`interesse della famiglia; 4) alla coabitazione; 5) a contribuire ai bisogni della famiglia.

Tale comportamento dovrÓ essere oggettivamente contrario ai valori sui quali la Costituzione fonda il matrimonio, anche laddovve soggettivamente l`opinone dell`inadempiente risultasse conforme alla propria etica personale o visione religiosa.

Ma per la pronuncia giudiziale di addebito nella separazione, l`accertamento del comportamento inadempiente Ŕ necessario, ma non sufficiente, richiedendo anche un plus; qual`Ŕ?

Il secondo fatto da provare processualmente consiste nell`accertamento di un nesso di causalitÓ tra il comportamento inadempiente addebitato (volontario e consapevole) ed il determinarsi della crisi coniugale, tale da rendere intollerabile il proseguimento della convivenza.

Come si verifica allora questa intollerabilitÓ?

Attraverso una indagine complessiva e comparativa della condotta di entrambi i coniugi, in modo dialettico e non unilaterale, al fine di verificare, per esempio, eventuali giustificazioni nei fatti posti in essere dall`altro coniuge, o, pi¨ complessivamente, la preesistenza di una crisi giÓ irrimediabilmente in atto in un contesto caratterizzato da una convivenza meramente formale.

Con una eccezione, la predetta indagine non sarÓ necessaria, laddove venga accertata un`aggressione da parte di uno dei due coniugi ai diritti fondamentali e costituzionalmente protetti dell`altro (integritÓ fisica o morale, dignitÓ).

Pertanto, al di lÓ di questa eccezione, in assenza del raggiungimento della prova che il comportamento contrario ai doveri del matrimonio tenuto da uno dei coniugi - o da entrambi - sia stato la causa efficiente del fallimento della convivenza coniugale, la pronuncia giudiziale sarÓ senza addebito.

Questo significa che:

  • la parte che richiede l`addebito avrÓ l`onere di provare: a) la condotta tenuta dall`altro coniuge; b) la sua efficacia causale nel rendere intollerabile la prosecuzione della convivenza;
  • la parte che eccepisce la domanda di addebito: l`anterioritÓ della crisi matrimoniale all`accertata sua violazione.


Precisati cosý quali sono i presupposti della pronuncia giudiziale di addebito nella separazione, in generale, esaminiamo allora i casi, nello specifico, del comportamento inadempiente di uno dei coniugi (o, anche, di entrambi) all`obbligo di fedeltÓ ed a quello di coabitazione.

Obbligo di Coabitazione.

E` principio consolidato in giurisprudenza che il volontario abbandono del domicilio coniugale Ŕ causa di per sÚ sufficiente di addebito della separazione, in quanto conduce all`impossibilit˛ della convivenza; salvo che si provi - come visto nei profili generali - che: a) l`abbandono sia stato determinato dall`altro coniuge; oppure b) l`abbandono sia intervenuto nel momento in cui l`intollerabilitÓ della prosecuzione della convivenza si sia giÓ verificata ed in conseguenza di tale fatto.

Obbligo di FedeltÓ.

Qui, intanto, occorre precisare che l`obbligo di fedeltÓ non Ŕ pi¨ circoscritto alla sfera sessuale, risultando tale ambito troppo riduttivo.

Va poi rilevato come la fedeltÓ non sia pi¨ un valore con natura pubblicista, dove il bene tutelato era il decoro, il prestigio, conducendo pertanto la sua violazione alla configurazione di reati penali, quali l`adulterio (dove il bene tutelato era solo ed esclusivamente per˛ quello del marito tradito) o il concubinato.

In applicazione dei principi costituzionali, l`obbligo di fedeltÓ Ŕ ora semplicemente un dovere coniugale, il primo!

Esso consiste allora nella reciproca dedizione e lealtÓ, che si traduce nel non tradire la fiducia reciproca, rinunciando, se necessario, alla scelte personali per il bene superiore del vincolo coniugale.

In questa collocazione, l`ambito sessuale Ŕ solo un`articolazione di quella lesione, sicuramente la principale, ma non l`unica.

Pertanto, la violazione dell`obbligo di fedeltÓ pu˛ essere rilevata anche in assenza di prove su una relazione sessuale extra coniugale, essendo sufficiente l`accertamento di condotte che tradiscano al dedizione, la lealtÓ, la fiducia reciproca, ferendo la sensibilitÓ e la dignitÓ dell`altro coniuge.

Avvocato Stefano StefÓno

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5 gennaio 2021

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